Osservazioni con il TACOR condotte da:
Lunghini Lorenzo, Fiumi Chiara, Gusso Gabriele & Orlandi Alessio.
In questo articolo riassumerò l’esperienza didattica sulle osservazioni con il TACOR, situato sul tetto dell’edificio Fermi del Dipartimento di Fisica dell’università La Sapienza di Roma.

Il TACOR, acronimo di “Telescopio didattico A Controllo Remoto”, è un telescopio Celestron C9.25-XLT con configurazione Schmidt-Cassegrain (catadiottrico), assemblato su una montatura equatoriale Bellicioni, maggiori dettagli nella relazione in fondo alla pagina.
Lo scopo di questa esperienza è permette agli studenti prendere dimestichezza con un telescopio e con tutta la strumentazione che ne permette il funzionamento.
In questa esperienza abbiamo trattato vari argomenti del mondo dell’astrofisica come la fotometria, la spettrometria e la produzione di immagini campi stellari. Da non dimenticare la procedura di sottrazione del rumore dai dati ottenuti.
Nella relazione descriverò accuratamente le procedure sperimentali per calibrare la strumentazione e per ottenere i dati.
Discuterò inoltre le varie fasi di analisi dei dati e consequenzialmente commentati i risultati ottenuti.
Gli oggetti osservati sono stati: Capella, Betelgeuse, Algol e M42.
Per avere più dati si può eseguire una ricerca di questi oggetti sul database astrofisico SIMBAD.
Per tutti gli oggetti abbiamo condotto studi di fotometria, spettrometria e abbiamo prodotto delle immagini del campo intorno ad essi.
Nello studio della Nebulosa di Orione o M42 abbiamo anche caratterizzato le stelle presenti nel campo incrociando i dati della missione GAIA dell’European Space Agency con quelli del database SIMBAD.
Inoltre abbiamo trattato e commentato i comportamento dei vari filtri che costituiscono una parte importante di tutta la strumentazione. Infatti per interpretare al meglio i dati i filtri vanno caratterizzati.
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